CAPITOLO CINQUE

 

Molti anni sono trascorsi, cento per la precisione da quando il mio destino si è incrociato con quello del Signore Oscuro Sauron. Sono stati anni di passione e di tenerezza nei quali ci siamo conosciuti mettendo a nudo le nostre anime; ci siamo scontrati fino allo stremo delle forze; ci siamo amati profondamente, di un amore eterno, violento e dolce. Durante questi anni lui è stato il mio amante, il mio signore, il mio maestro: mi ha insegnato le arti magiche più potenti e oscure rivelandomi che non esiste una magia buona e una cattiva, che è solo l’uso che se ne fa a renderla tale. In breve sono diventato abbastanza bravo da poter affrontarlo in combattimento anche se mai sono riuscito a vincerlo. Ho accettato di condividere il suo mondo di terrore e malvagità e lui, in cambio, mi ha aperto il suo cuore svelandomi il suo passato di orfano, catturato e traviato da Melkor*, il precedente Signore del Male. E io non ho potuto fare a meno di tirare un sospiro di sollievo realizzando che non mi ero innamorato del feroce assassino ma dell’innocente ragazzo che era e che io, inconsapevolmente, sono riuscito a far riaffiorare dalla sua coscienza. Sono stato felice, nel modo più assoluto e intenso, illudendomi che tutto ciò sarebbe durato in eterno.
E invece, improvvisamente, un giorno tutti i nostri sogni e le nostre speranze sono crollate: l’Unico Anello era stato ritrovato e con lui la personalità malvagia, che Sauron era finalmente riuscito a dominare, aveva acquistato nuova forza. In poco tempo sarebbe riuscita a riottenere il controllo della sua mente, riprendendo in tal modo i suoi progetti di conquista e sterminio. E noi non potevamo impedirlo! Sono stati giorni di angoscia, passati a cercare una soluzione per evitare che tutto ciò che noi ritenevamo impostante venisse spazzato via. Alla fine abbiamo convenuto che potevamo fare una sola cosa: sarei dovuto andarmene e operare in tutti i modi possibili per distruggere l’Anello e quindi il Signore Oscuro che ad esso era legato. Ma in quel momento fatale sarei dovuto essere vicino a lui per trattenere la sua anima ed evitare che svanisse insieme al suo lato oscuro. Un piano con troppe incognite per riuscire ma l’unico che avevamo trovato. Così ho abbandonato Sauron e sono tornato alla casa di mio padre: la meraviglia degli elfi alla mia vista è stata enorme in quanto nessuno, catturato dagli orchi, era mai riuscito a sopravvivere e io invece ero tornato dopo ben cento anni. Ho ripreso la mia vita di un tempo e per molti anni non ho potuto far altro che aspettare una qualsiasi notizia su Sauron o sull’Anello, anelando alla sua compagnia e rimpiangendo il passato. E poi è accaduto tutto così in fretta: l’arrivo di Gollum a Bosco Atro, la sua cattura e successiva fuga, la notizia di un consiglio a Rivendell: finalmente era arrivato il momento che attendevo da troppo tempo. Mi sono recato da Elrond come inviato di mio padre e grande è stato il mio stupore quando ho scoperto che l’Anello era nelle mani di un Hobbit e ho ascoltato la proposta di Gandalf di formare una Compagnia di nove viandanti per distruggerlo. In un primo momento ho pensato che fossero dei pazzi, tuttavia mi sono unito a loro nascondendo le mie conoscenze e il mio vero scopo. Poi, durante il lungo viaggio, ho imparato a conoscere il loro valore e coraggio e per la prima volta dopo tanto tempo ho ritrovato la speranza: la nostra missione, per quanto disperata, poteva avere esito positivo. Con il passare dei mesi ho stretto una profonda amicizia con Gimli il nano e Aragorn il numenoreano, e alla fine mi è dispiaciuto ingannarli, consolandomi con il pensiero che in realtà tutti quanti volevamo la stessa cosa: la morte del Signore Oscuro. Ma come potevo rivelargli di essere l’amante di Sauron? Non ho paura di quello che potrebbero farmi e una volta che tutto sarà finito accetterò qualsiasi punizione per il mio reato, ma ora devo assolutamente vivere per salvare la persona che amo. Non posso permettere che la sua anima svanisca nell’oblio eterno: dopo ci consegneremo entrambi ad Aragorn, consapevoli che niente ci potrà più dividere, nemmeno la morte. Così ho dovuto nascondere la mia magia, anche se sono stato costretto a usarla per salvarci dai Nazkul* dopo la nostra partenza da Lothlorien*: chissà cosa direbbero sapendo che non mi sono limitato a uccidere la cavalcatura dello spettro che ci aveva scoperto, ma che invece ho ucciso proprio lui. Oppure che ho solo finto di essere spaventato dal Balrog ma che in realtà avrei potuto facilmente sconfiggerlo. Per non parlare del fatto che conosco la lingua degli orchi e grazie a questo ho potuto carpire informazioni importanti sui movimenti di Sauron e del suo esercito.
Ma non mi vergogno né mi pento di quello che ho fatto e ora, davanti a questo Nero Cancello, sono felice perché, qualunque cosa succeda, io sarò al tuo fianco, amore mio, per sempre!

*Scusatemi ma non ho il libro sotto mano per controllare come sono scritti.