CAPITOLO UNO (ORLANDO)
E’ una
delle ultime volte che ci troviamo tutti insieme… forse proprio l’ultima… e io
non me la sarei persa per nulla al mondo.
Al diavolo il mio manager che mi dà del folle per questo; al diavolo l’ennesimo
film; al diavolo l’inverno che era in Europa e l’estate che è qui in Nuova
Zelanda; al diavolo il fuso orario e al diavolo pure il fatto che la mia
presenza qui non sarebbe necessaria visto che, incredibilmente, Peter è
soddisfatto di tutte le scene dell’extended edition di The return of the king in
cui compare Legolas…
Quando
Viggo mi ha chiamato dicendomi “Non abbiamo nessuna scena da girare di nuovo, ma
io sono stufo del freddo di New York e quindi vado a svernare a Wellingthon”, io
ho subito capito che avrei fatto di tutto per fare altrettanto.
Li ho visti tutti alla prima mondiale del film, a metà dicembre… meno di un mese
fa…, ma muoio dalla voglia di rivederli tutti di nuovo: ora che la fine di
questa massacrante e straordinaria avventura si avvicina comincio ad avere il
magone, ed ogni occasione per incontrarci e stare ancora un po’ insieme mi
sembra una benedizione.
E così
eccomi, alle 8 di mattina, davanti a Casa Jackson, la nostra “Casa Baggins” del
mondo reale.
Ovviamente sono l’ultimo ad arrivare, tanto per cambiare, ma questa volta almeno
ho una scusante…
Busso,
e Fran, già vestita di tutto punto, viene ad aprirmi.
Nella casa regna ancora il silenzio: sembra che solo la compagna di Peter sia
già sveglia e impegnata a preparare la colazione per l’orda di Vandali che tra
un po’ le invaderà soggiorno e cucina.
Dopo i convenevoli di rito, mi accompagna al piano di sopra. Devo avere veramente un’aria stravolta e così mi mostra la stanza che dividerò con Viggo… come sempre…
Comincio veramente a sospettare che tutti sappiano tutto di noi due ormai, e l’idea mi fa sorridere: sembrano tutti talmente sicuri di ciò che ci lega che mi piacerebbe chiedere loro qualche spiegazione, perché io , francamente, non so assolutamente quale sia la natura del mio rapporto con lui…
Simo
colleghi? Certamente.
Siamo amici? Non c’è ombra di dubbio.
Siamo innamorati? A volte credo di sì… per lo meno, a volte credo che IO sia
innamorato di lui… Altre volte mi do del folle al solo pensiero…
Siamo “fidanzati”? Questo proprio no… e non so se dispiacermene o rallegrarmene…
Siamo amanti clandestini? E’ questa la domanda a cui è più difficile rispondere…
Probabilmente siamo solo due persone che, in un momento particolare della loro
vita, si sono incontrate e avvicinate incredibilmente; si sono sfiorate per poi
ritrarsi spaventate e continuare a procedere ciascuna sulla propria strada…
Io francamente non lo so…
La
stanza è vuota: il suo letto è disfatto, ma di Viggo non c’è traccia.
Il cuscino porta ancora impressa la forma della sua testa e il materasso è
ancora tiepido del calore del suo corpo; i jeans sono gettati su quello che sarà
il mio letto, una camicia bianca è abbandonata malamente su una sedia; tanto per
cambiare non c’è traccia di scarpe…
Lo scroscio improvviso della doccia nella piccola sala accanto mi dice che probabilmente ho trovato Viggo.
Mi sorprendo per un attimo a fantasticare di lui sotto l’acqua corrente.. e questo dovrebbe dirmela lunga sulla natura del rapporto che mi lega a lui… ma probabilmente non voglio ammetterlo nemmeno con me stesso… almeno non prima di sapere se Viggo prova altrettanto…
“Accidenti come sei cambiato Viggo!” esclama Ian, che passa davanti alla porta aperta della stanza.
Sembra felice di vedermi e io gli sorrido divertito: è così buffo vedere un autentico baronetto inglese, ser Ian McKellen, in pigiama… Gli manca un berrettino da notte in testa con tanto di ponpon e poi sarebbe veramente perfetto… ma questo ovviamente mi guardo bene dal dirglielo!
“Sono arrivato 10 minuti fa: sono indeciso se buttarmi sul letto e dormire fino a non poterne più o se fregarmene del fuso orario e resistere fino a quando non crollo…” gli confesso candidamente.
“Devi decidere se hai più sonno o più fame” mi risponde Ian.
Ora che mi ci fa pensare, mi rendo conto che sono affamato: non ho avuto il coraggio di mangiare la plastica che in aereo hanno tentato di spacciarmi per roba commestibile, e l’idea di addentare un paio di brioches calde mi alletta moltissimo.
“Vada per la fame!” dico, ma non faccio in tempo ad alzarmi dal letto su cui mi sono seduto che una figura coperta da due soli asciugamani compare sulla porta del bagno: la prima salvietta è stretta intorno ai fianchi e l’altra è posata sulla testa, celando il suo volto alla nostra vista e noi alla sua.
Ian lo squadra attentamente per qualche attimo e poi chiede: “Ramingo, si può sapere per quale motivo, in un anno e mezzo che abbiamo lavorato insieme, non ho mai tentato di saltarti addosso?”.
Viggo, sorpreso, si leva l’asciugamano dalla testa: il suo volto è arrossato, ma io non so se quel rossore sia dovuto al calore dell’acqua calda della doccia che ha appena fatto o, più probabilmente, alle parole di Ian.
Qualunque sia il motivo, Viggo si riprende in fretta: “Forse perché per un anno e mezzo non hai fatto altro che cercare il modo per saltare addosso all’elfo!” risponde, accennando con la testa verso di me.
“Possiamo sempre rimediare…” risponde lui con un ghigno.
E’ assurdo: stanno flirtando per finta ma io, dietro al divertimento, avverto una punta di fastidio…
“Lo sai che non sono un tipo che si offende facilmente io…” conclude Viggo, distruggendo qualsiasi speranza, reale o giocosa, del povero Ian.
“Noi stiamo andando a fare colazione” intervengo io, prima che il nostro Gandalf torni alla carica: effettivamente posso anche capirlo… Viggo con addosso solo un asciugamano e i capelli bagnati che gli si appiccicano al volto (ok, lo so che ultimamente Viggo ha i capelli corti, ma io qui me lo immagino lo stesso col look di Delitto perfetto… più o meno… ndPatty) e alle spalle è una tentazione persino per me che faccio di tutto per controllare certe emozioni… figuriamoci per Ian che invece riesce a viverle in tutta tranquillità…
“Mi vesto e vi raggiungo” mi risponde.
“Se vuoi ti aspettiamo… magari ti do anche una mano a vestirti…” si diverte a stuzzicarlo ancora Ian.
“Ho imparato a vestirmi da solo quasi quarant’anni fa… e poi non vorrei mai che l’elfo si ingelosisse…” risponde lui, sibillino.
“Ok! Quando voi due avrete finito di flirtare e sparare cazzate mi raggiungerete… Io vado a fare colazione prima che i nostri baldi hobbit saccheggino la tavola…” affermo, senza rivolgermi a nessuno dei due in particolare.
Mi avvio al piano di sotto e, grazie a Dio, Ian mi segue ridacchiando.
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Un’ora
dopo siamo ancora tutti a tavola, davanti alle nostre tazze di caffè ormai quasi
freddo.
Le riprese cominceranno solo domani e quindi questa mattina possiamo prendercela
comoda: effettivamente gli unici già vestiti siamo io e Viggo.
Guardarci divorare qualsiasi cosa capiti nel raggio di un metro da noi non deve essere un bello spettacolo, tanto che alla fine, squadrando con malcelata invidia Dom, Miranda esclama: “Non è possibile!Vi siete divorati qualsiasi cosa ci fosse a tavola e non ingrasserete di un grammo! E se anche succedesse, non importerebbe a nessuno perché tanto siamo solo noi donne a dover vivere perennemente a dieta… Non è giusto!”.
Noi ci
guardiamo tutti negli occhi e poi cominciamo a bombardarla con molliche di pane.
Lei prima protesta, poi, con l’aiuto di Liv e Cate tenta di passare al
contrattacco, ma alla fine tutte e tre sono costrette a desistere e a chiedere
pietà o battere in ritirata. Miranda opta per la seconda scelta e così risale
nella camera che divide con Cate, non prima di aver solennemente giurato
vendetta.
La risata scoppia generale, e io vedo Viggo seguirla con lo sguardo finché non sparisce in cima alla scala: anche lui sorride divertito, ma c’è anche una punta di preoccupazione nei suoi occhi.
Io per un attimo mi perdo in quel sorriso… anche se non è per me…
Devo
parlargli…
Devo capire…
Devo scoprire tante cose… sia su di me che su di lui… forse su di noi… e lui è
la chiave per svelare ogni mistero…
“Io propongo una sana giornata di surf!” esclama Elijah. “Chi è d’accordo con me?”.
Billy e Dominic ovviamente non se lo fanno ripetere due volte, e dopo un attimo anche Sean, Beanie, David e Karl si uniscono a loro.
“A te non lo chiedo nemmeno Orli… Tu Viggo sei dei nostri vero? Altrimenti sulla faccia di chi la stampiamo un’altra bella tavolata?” chiede ancora Elwood.
“Questa volta passo… Tra una settimana sono sul set di un nuovo film, e credo sarebbe meglio non presentarsi con la faccia viola… soprattutto visto che, non avendo ancora girato nemmeno una scena, non gli costerebbe poi molto licenziarmi in tronco…” risponde Viggo.
“Sempre il solito stacanovista…” borbotta Billy. “Ma non ti riposi mai?”.
“Sono due anni che mi riposo…” gli fa notare Viggo, e se nella sua voce c’è una punta di amarezza, la dissimula alla grande.
E’ la mia occasione: se riesco a non crollare prima dal sonno avrò tutta la giornata per parlargli…
“Ragazzi, credo che questa volta passerò anche io…” affermo, e di colpo mi sento osservato dagli occhi di tutti: mi fossero spuntate due antenne e fossi diventato verde o se, meglio ancora, mi fossi messo a mangiare una bistecca da mezzo chilo mi avrebbero guardato con meno stupore.
“Rischierei di addormentarmi sulla tavola… Magari vi raggiungo nel pomeriggio…” mi giustifico, con una mezza verità.
A dire il vero non mi sembrano molto convinti, ma credo che le occhiaie intorno ai miei occhi siano mie preziose alleate.
“Io vengo con voi, ma mi limiterò a prendermi una bella tintarella” afferma Liv.
Cate annuisce entusiasta all’idea e, urlando, chiede: “Miranda vieni anche tu con noi?”.
“Certo che vengo con voi! Speranze di abbronzarmi non ne ho molte, ma se nemmeno ci provo…” risponde la diretta interessata, ricomparendo giusto in tempo in cima alle scale.
“Perfetto! Allora tra un’ora tutti qui giù da basso. Se poi qualcuno dovesse cambiare idea…” propone Billy rivolgendosi palesemente a me, e così tutti si danno appuntamento in salotto tra 60 minuti.
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Sarà
la quinta volta che mi rigiro nel letto.
Crollavo dal sonno, ma ora che sono sdraiato le palpebre non sono più poi così
pesanti.
Avrei
voluto parlare con Viggo, ma lui mi ha spedito a letto dicendomi che avremmo
avuto un’intera settimana per parlare…
Ha ragione… come quasi sempre… ma io non riesco lo stesso ad addormentarmi: è
inutile buttare via una giornata così!
Mi alzo e lo cerco…
Lui è seduto sul bordo della piccola piscina nel giardino sul retro della villetta. C’è Peter con lui, e parlando tranquillamente, di cosa non so…
E’
strano pensare che per un anno e mezzo Peter è stato il nostro… capo…
Non so perché penso queste cose, ma lo vedo parlare con Viggo e non vedo un
regista e un attore: vedo solo due amici, e mi rendo conto che in fondo è sempre
stato così, anche quando eravamo sul serio degli attori ‘alle sue dipendenze’…
“Ma tu non dovresti essere a dormire?” mi chiede Peter vedendomi comparire sull’uscio dell’ampia porta-finestra del soggiorno.
Spesso in questi anni sui giornali ho letto che secondo molti lui sarebbe stato perfetto per la parte di un hobbit, ma io non sono d’accordo: io l’ho sempre visto come il miglior Gimli che avremmo potuto avere… o meglio, il miglior Gimli che avremmo potuto avere se non avessimo avuto John…
“Alla quinta volta che mi sono rigirato nel letto mi sono detto che probabilmente il sonno mi era passato…” gli rispondo alzando le spalle. “Dove sono gli altri?”.
“Sono usciti tutti: in casa ci siamo solo io, te, Viggo, Fran e i bambini” mi risponde il mio prima regista ‘serio’.
“E di che parlavate?” chiedo.
“Di tutto e di niente… come al solito” mi risponde Viggo sorridendo.
Peter gli da un piccolo buffetto sulla spalla: “… e del prossimo colossal al quale il nostro Aragorn parteciperà…” aggiunge.
“Uh… sono curioso… E come ti chiamerai questa volta?”.
“Eddard Stark… Ned per gli amici…” mi risponde, quasi controvoglia.
“Stark… Stark… il nome non mi è nuovo…” gli dico, mentre cerco di ricordare quale romanzo avesse un protagonista con quel nome.
“Le cronache del fuoco e del ghiaccio” mi suggerisce lui.
“Ma certo!” ricordo: un paio di anni fa avevo letto i primi due o tre libri di quella saga. Mi erano anche piaciuti molto, ma ormai non ho più molto tempo per leggere. “Scusa, ma se non ricordo male sono un sacco di libri…”.
“Il progetto è di fare un film per libro: si comincia con i primi due e poi si valuta se continuare oppure no…” mi spiega.
“Insomma, ti sei tanto lamentato del povero Aragorn e ora ti imbarchi in un progetto ancora più mostruoso…” lo prendo in giro.
“Primo non mi sono mai lamentato di Aragorn, secondo io partecipo solo ai primi due film… poi mi tagliano la testa… Quindi, come vedi, almeno per quello che mi riguarda, il progetto è realizzabile…” mi risponde lui, sornione.
“Sembra interessante…”: effettivamente, per quel poco che ricordo dei libri che ho letto, Viggo mi sembra perfetto per il ruolo dell’irreprensibile Lord Stark… “Certo però che una volta ti facevano fare solo il mascalzone, ora solo l’eroe sena macchia e senza paura!”.
“Segno inequivocabile del tempo che passa…” mi risponde prendendosi in giro, e se non ci fosse Peter insieme a noi gli getterei le braccia al collo e lo bacerei di nuovo fino a perdere il fiato, come una volta, anche solo per fargli capire di quanto io lo adori ancora anche più di prima, alla faccia del tempo che passa!!!
“Peter, per favore, ha chiamato mia madre: devo andare da lei quindi li devi accompagnare tu i bambini dal dentista” urla Fran dalla finestra della cucina.
“Ma…” tenta di replicare.
“Preferisci andare tu da mia madre?” gli chiede malignamente Fran.
“Bambini preparatevi: papà vi porta dal dentista!!!” comincia ad gridare, suscitando la mia risata e quella di Viggo. “Mi tocca ragazzi…” dice alzando gli occhi al cielo. “La villetta la conoscete ormai: fate come se foste a casa vostra” conclude salutandoci.
Finalmente sono solo con Viggo: mi sento in colpa, ma non posso evitare di benedire tra me e me la madre di Fran…
E’ il
momento di parlargli, anche se tutti i discorsi che mi ero preparato sembrano
letteralmente svaniti dalla mia mente.
Forse però o meglio così: non c’è nulla che Viggo apprezzi di più della
sincerità e della spontaneità… Devo solo trovare il coraggio di iniziare il
discorso… il resto verrà da sé…
“Orlando, credo proprio che io e te dovremmo parlare…” esordisce lui, lasciandomi a bocca aperta.
“Sì, credo anch’io… stavo solo cercando le parole adatte per cominciare, ma mi hai preceduto…” confesso, sorridendo un po’ imbarazzato.
Lui sta per dire qualcosa, ma questa volta sono io ad anticiparlo: “Voglio capire cosa c’è veramente tra noi!” dico tutto d’un fiato.
L’ho sorpreso: non si aspettava certo che io riuscissi ad andare dritto al sodo come invece ho fatto… non me lo aspettavo nemmeno io…
Lui
resta in silenzio, ed io comincio a sentirmi a disagio: forse non era di questo
che intendeva parlare…
Ormai però ho gettato il sasso, e ritirare la mano sarebbe solo la cosa più
stupida che potrei fare: è il momento di chiarirmi le idee una volta per tutte,
che a Viggo piaccia oppure no.
“Credo di poter affermare che l’ultima volta che siamo stati impegnati su questo set, un po’ meno di un anno fa, stessimo insieme… anche se non ufficialmente… Poi le riprese sono finite e, nonostante i buoni propositi, abbiamo perso i contatti. Alla prima di dicembre ho trovato un Viggo molto diverso da quello che mi aspettavo… Se ho frainteso tutto vorrei che me lo dicessi…”.
Viggo
sembra decisamente in difficoltà, e questo non è certo un buon segno: ha la
tipica faccia di uno che deve dare una brutta notizia ad una persona cara e che
cerca disperatamente il modo per dargliela facendole il minor male possibile…
Non molto incoraggiante…
“Mi dispiace se ti ho ferito… non era mia intenzione…” si scusa.
“Non mi hai ferito, ma lo farai ora se non sarai sincero” lo incalzo. “Cerca di capirmi Vig: sono confuso… Voglio sapere se posso innamorarmi di qualcun altro senza per questo sentirmi un traditore. Voglio sapere se quando siamo finiti a letto insieme è successo perché non avevamo niente di meglio da fare… oppure se è successo perché in quel momento ci sembrava la cosa giusta da fare, anche se non c’era niente di più dietro… Io una mia idea in proposito ce l’ho già, ora voglio conoscere la tua di opinione! Voglio che tu mi dica se ora siamo amici o se siamo compagni, se siamo gli amanti di un'unica notte o se siamo solo una fonte di imbarazzo l’uno per l’altro…”.
“Orlando, io…” fa per dire, e la sensazione che non voglia ferirmi si fa ancora più forte.
Non posso sopportarlo: “Viggo, quella sera non eravamo completamente lucidi, né tu né io: se pensi che ciò che è accaduto sia stato dovuto solo all’alcool e alla voglia di fare sesso dimmelo… non aver paura di farmi del male… Non sono una ragazzina al primo amore, non crollerò, qualunque sia la risposta…”.
“Orli quella sera l’alcool e la lussuria non c’entravano nulla: ero un po’ brillo, ok, ma non ubriaco. Ero perfettamente consapevole di quello che stava accadendo e l’ho desiderato con tutto il cuore e con tutta l’anima oltre che con tutto il corpo…” mi risponde, ed è sincero, posso leggerglielo negli occhi.
Eppure sento che è in arrivo il fatidico ‘ma’…
“Ma poi abbiamo lasciato la Nuova Zelanda e ci siamo persi di vista. Non ti ho mai baciato per divertimento, né tanto meno sono venuto a letto con te perché non avevo niente di meglio da fare… Non mi provochi imbarazzo e se la sera della prima ho deluso le tue aspettative non è stato perché non ritengo importante quello che c’è stato fra noi… E’che semplicemente ora c’è qualcun altro nella mia vita…” mi confessa, e sulle ultime sillabe la sua voce si riduce ad un sussurro. “Siamo amici, almeno per quello che mi riguarda…”.
E’ una doccia fredda per me, più fredda di quanto mi aspettassi… ma gli ho detto che non sarei crollato, e non intendo farlo!
“E’ un uomo o una donna?”: mi rendo conto dell’assoluta imbecillità ed invadenza della mia domanda, ma prima di potermi trattenere gliel’ho già posta.
“Non fraintendermi Orlando: non mi sono mai piaciuti gli uomini… Eri solo tu ad essere talmente speciale da farmi perdere la testa indipendentemente dal tuo sesso… E’ una donna…” risponde.
“E la conosco?” altra domanda idiota e inopportuna… Ma cosa diavolo voglio fare? Passare per l’amico del cuore un po’ impiccione?
“No” afferma, ma sta mentendo.
“Mi stai mentendo… Avanti, chi è la fortunata? Avrò pure il diritto di sapere se mi hai mollato per una mora o per una bionda!” affermo, tentando di dare alla mia voce e all’espressione dei miei occhi un’aria ironica.
Sembra
che non voglia rispondermi, ma io voglio sapere.
Non so spiegarmi per quale motivo io voglia farmi così del male, ma voglio
sapere tutto di lei…
Voglio capire perché Viggo ha scelto lei invece che me…
“E’ Miranda!” esclama esasperato all’ennesima volta che torno a porgli la stessa domanda.
Per un attimo mi zittisco, sorpreso.
“Avrei dovuto immaginarlo…” rifletto infine ad alta voce.
“Cosa intendi?” mi chiede dispiaciuto ma incuriosito.
“Tutti hanno sempre pensato che foste una gran bella coppia… Forse non lo sai, ma quando vi hanno visto insieme per la prima volta Fran e Philippa avevano addirittura pensato di calcare un po’ la mano sul rapporto fra Aragorn ed Eowyn… volevano addirittura inserire un bacio… Hanno rinunciato solo perché temevano di essere linciate dal pubblico e perché entrambe amano troppo il personaggio di Arwen per farle una cosa simile…”.
“Non ne sapevo nulla…”.
“Beh… di solito queste cose funzionano così… Di solito quando si ‘parla alle spalle’ di qualcuno, questo qualcuno è sempre l’ultimo che viene a saperlo…” gli dico, cercando di nuovo di metterla sul ridere.
“Ah, ah, ah… spiritoso…” ridacchia Viggo.
Cerco di essere brillante, ma in realtà non ho molta voglia di ridere.
E poi,
contrariamente a quanto ho affermato, sono sorpreso: Mirando era l’unica persona
che sapeva di noi con certezza…
Ci aveva colti sul fatto mentre ci baciavamo la sera del nostro improvvisato
campeggio…
Ero certo che ci avrebbe preso in giro per il resto dell’eternità e che magari
si sarebbe lasciata sfuggire qualche parola di troppo anche con gli altri. E
invece non solo non aveva mai fiatato, ma non aveva mai ironizzato nemmeno con
noi sul fatto.
Aveva accettato ciò che aveva visto senza fare una piega (anche se per un
attimo, quella sera, avevo scorto la delusione nei suoi occhi… in fondo non
aveva mai nascosto a nessuno quanto ‘ammirasse’ Viggo…) e si era anzi rivelata
una nostra tifosa e un’ottima amica con cui parlare e sfogarsi nei momenti in
cui le cose sembravano terribilmente complicate…
“E adesso me l’ha portato via… Sapeva probabilmente meglio di me quello che provavo per lui, ma non ha esitato a portarmelo via…” penso, arrabbiato.
C’è un qualcosa di razionale da qualche parte in me che mi dice che non ho alcun diritto di avercela con loro, ma essere razionali quando si è feriti è incredibilmente difficile e così, ancora una volta, non riesco a trattenermi dal parlare: “Non si può certo dire che abbia perso tempo! Due mesi fa era ancora sposata e ora ne ha già accalappiato un altro!”.
“Non dire stronzate Orlando! Ti rendi vagamente conto di quanto sia orribile ciò che hai appena detto?” ribatte Viggo, e dal suo tono di voce comprendo che ho veramente esagerato.
Mi dispiace. In fondo non penso ciò che ho detto. In fondo non sono nemmeno veramente arrabbiato con Miranda, ma avevo del veleno in corpo da sputar fuori, e senza dubbio ho scelto il modo peggiore per espellerlo.
“Mi dispiace… Non intendevo dirlo… e non lo penso…” cerco di scusarmi.
“Allora la prossima volta che apri bocca assicurati che il cervello sia collegato!” mi rimprovera aspramente.
Il
matrimonio di Miranda è durato pochissimo.
Suo marito si era dimenticato di avvertirla, prima del matrimonio, che non
intendeva avere figli. Lei invece ha sempre adorato i bambini, e sognato di
averne almeno due o tre più di ogni altra cosa al mondo. E’ stata una terribile
doccia gelata quando ha scoperto le intenzioni dell’uomo che aveva sposato. Dio
solo sa quanto ne era innamorata, ma lo ha lasciato subito lo stesso, ed ora è
in attesa dell’annullamento del matrimonio.
Tutta questa brutta storia l’aveva distrutta, tanto che alla prima qui in Nuova Zelanda, una volta che i flash e le telecamere si erano spenti, era crollata, facendo prendere un grande spavento a tutti noi.
E’ stato Viggo quello che le è stato più vicino: che si siano innamorati allora?
Comunque sia, ora Miranda sta meglio, e questo è l’importante: alcuni suoi slanci d’entusiasmo sono ancora un po’ forzati, ma sta cercando di voltare pagina, e a quanto pare Viggo le sta dando una mano.
“Tu vuoi darle ciò che desidera? Tu sei disposto ad avere degli altri figli?” gli chiedo, improvvisamente timoroso.
Viggo mi guarda stupito, come se quella fosse una domanda che non si era mai posto, e poi balbetta un “Sì, certo…” che in realtà non sembra molto convinto.
“Viggo, per l’amor del cielo, se non ne sei convinto non illuderla anche tu!”.
Il viso dell’uomo che amo si rilassa in un sorriso dolcissimo: “Sei incredibile Orlando! Solo trenta secondi fa la accusavi di essere una mangiatrice di uomini e adesso saresti pronto a sbranarmi se solo avessi il sospetto che potrei farle del male…”.
“Beh… lo sai che la coerenza non è mai stata uno dei mie tratti caratteristici…” ribatto arrossendo un po’.
“Non ti preoccupare Orli: so anche io quanto è stata male e non intendo procurarle altre sofferenze… Solo non intendo nemmeno accelerare i tempi… Se arriveremo al momento giusto e lei vorrà un figlio da me, io non avrò problemi… Uno dei tanti motivi per cui il mio matrimonio è fallito è stato che io volevo dare un fratellino o una sorellina ad Henry, Christine no…” mi confessa.
“Non lo sapevo…” affermo io, stupito: non accade spesso che Viggo parli della sua vita privata, e soprattutto del suo matrimonio.
“E come avresti potuto saperlo…” ribatte lui, sorridendo di nuovo.
Quel
sorriso mi scioglie il cuore: ancora una volta provo l’impulso di gettargli le
braccia al collo, come ho potuto fare solo per un periodo troppo breve della mia
vita.
Ora però le cose sono cambiate e probabilmente lui non gradirebbe più un simile
gesto.
La rabbia che ho provato per qualche attimo è svanita: Viggo e Miranda sono davvero una bella coppia, devo ammetterlo, e soprattutto sono due dei miei più grandi amici… Se loro sono felici insieme io devo essere felice per loro… anche se non è semplice…
“Credo che ora tornerò a stendermi un po’ se non ti dispiace… So che non è bello lasciarti qui in casa da solo, ma proprio mi sento crollare…” gli dico, e in fondo è solo a metà una scusa per allontanarmi e non permettergli di vedere le lacrime che cominciano a pizzicarmi gli occhi.
“Non ti preoccupare Orlando: tu stai per addormentarti su quella sdraio, e io ho un copione da cominciare a studiare con un minimo di serietà… Va’ a stenderti un po’…” mi risponde.
“Se quando tornano gli altri sto ancora dormendo, svegliami: sono venuto fin qui per stare tutti insieme, non per dormire mentre voi altri combinate chissà quale diavoleria!!!”.
“Agli ordini Elf Boy!” mi prende in giro.
Io sto al gioco: “Molto bene, vedo che non hai dimenticato chi è che comanda in realtà… sporco umano!”.
Mi allontano accompagnato dal suono della risata di Viggo: vorrei ridere anch’io, ma in questo momento proprio non ci riesco…
“Ehi Orlando!” mi richiama quando ormai sono quasi in casa. “Gli altri non sanno nulla di me e Miranda…”.
“Sarò muto come un pesce Vig, non ti preoccupare…” gli rispondo, voltandogli poi le spalle appena in tempo per evitare di mostrargli la prima lacrima ribelle.