Titolo: Save the lost actor

Autore: Toy

Serie: Ehm... dunque... Sì, diamo un nome a questa serie^^’’.. Ehm.. Crazy Lazy Tomboys vi piace^^?? Non sto qui a spiegarvi il perchè ma da ora in poi tutte le serie in cui farò comparire Noel e co. avranno sto nome, deciso XD!

Pairing: Ma quale pairing per carità^^””... No, no, nessuno, non scherziamo, al massimo alla fine ci metto un bel bacio tra Viggo e Orly (Ohooo, Viggo my love*-*!!!) che magari non centra niente.. ma di sicuro di più non aspettatevi^^”!

Rating: Ehm... Scemenza più unica che rara *-*? Bho, no, nn lo so PG forse^^””

Note: Prima di tutto voglio specificare che i personaggi che uso in questo obrobrio (Non so manco come chiamarlo^^””...) non sono miei, non appartengono a nessuno tranne che a loro stessi (A parte Viggo che voglio rapirmelo e portarlo a casa mia*-*! E BlOOm –con le o aperte XD – che non è di Noel ma se lo becco lo vendo io al migliore offerente*-*!) e quindi è ovvio che siano persone in carne e ossa^^””!

Secondo l’inglese che ho utilizzato.. bè, sinceramente spero sia giusto, ma non mi fiderei molto delle mie capacità linguistiche perciò se è cannato please me lo si faccia notare con garbo così magari correggo^^””...

Terzo.. Ogni cosa che ho detto su Orly in questa fic (Intendo il mio parlar bene di lui-__-”) è solo un obbligo verso la fic e verso il mio essere obbiettivo sempre e in ogni caso, che sia chiaro io continuo a pensare che non sia questa gran bellezza ok>__<??

Quarto.. Noel cara è inutile che ti credi chissà che cosa perchè in sta fic non fai praticamente... una ficosecco*-*!

Dedicato: a una pazza assetata di Orlando Bloom dalla mattina alla sera! A una maledetta disgraziata che con i suoi esagerati elogi a sto attore rischia di mandare il genere umano allo sfacelo é_è! A Noel: 1° sostenitrice forever delle gigantografie di Legolas e unico membro del club “Orly e Noel= Love” (Se esiste veramente una cosa del genere non fatemelo sapere^^””...)!
Detto questo buona lettura.

Evvaiii^__-!!!

 

Presto!

Presto!

Doveva fare presto o avrebbe perso il treno che dall’areoporto lo avrebbe portato dritto verso Milano!

Due gambe atletiche si misero a correre a perdifiato e un ragazzo si precipitava fuori dalle porte a vetro dell’areoporto trascinandosi dietro un pesante borsone blu scuro, da cui si staccò un cartellino che ne segnava il nome del proprietario.

- Scusa... guarda che ti è caduto questo. -

Una giovane donna aveva raccolto il cartellino plastificato e cercava di fermare la corsa folle del ragazzo.

Si voltò con il fiatone fissandola da dietro un paio di occhiali da sole scuri.

Asciugandosi il sudore dalla fronte sollevò la visiera del berretto che teneva calcato in fronte. Riccioli corvini scivolarono morbidamente davanti agli occhiali e con un veloce movimetno della mano li spostò per concedere la sua attenzione a chi lo aveva chiamato.

Lei lo guardava sorridendo, porgendogli il cartellino.

Lo prese in mano sfiorando per un momento le dita della donna, si tolse gli occhiali per riuscire a riconoscere quello che aveva ricevuto e le mostrò un sorriso riconoscente.

La bocca si spalancò, il viso fu pervaso da un espressione di stupore assoluto e la donna perse per un momento la cognizione dello spazio e del tempo incantata da quella visione.

Dio mio era il ragazzo più bello del mondo!

Quando si rese conto di quale ragazzo fosse il suo cuore aveva aumentato i battiti portandola quasi alla pazzia per quel rumore che le martellava nel petto, ma, prima che potesse urlare la sua gioia e formulare una frase decente che chiedesse l’autografo del ragazzo, lui era già scomparso. Aveva ripreso la sua corsa ancora più veloce di prima.

Boccheggiante girò l’angolo raggiungendo finalmente l’edificio su cui la scritta “Stazione” era ben visibile e vi si buttò dentro con tutto il suo peso, travolgendo le persone che capitarono sul suo cammino e urlando qualcosa che doveva suonare come scuse, ma senza mai fermarsi.

Svoltò a sinistra saltando con agilità la valigia di qualcuno piazzata proprio in mezzo al corridoio che portava ai binari. Borbottò qualche parola schivando il cane di un uomo che gli abbaiò contro finchè, finalmente, non sparì tra le porte di un treno che stava proprio per chiuderle e partire.

- Fiuuuu... – sospirò togliendosi il cappello dai ciuffi ribelli che caddero scomposti sulla fronte.

Cercando di prendere respiro si appoggiò alla parete del treno che con un paio di colpi di fischietto da parte dei controllori iniziava la sua marcia.

Per fortuna ce l’aveva fatta, appena in tempo per di più.

Un sorriso comparve sul suo bel volto e, chi aveva avuto la fortuna di poterlo ammirare, si sciolse come neve al sole a tanta bellezza.

 

- NOEL!!!!!!!!!!!! -

La voce infuriata di Kairi rimbombava per tutte le scale della stazione Garbaldi cercando l’attenzione della sorella che, pigramente e con passo calmo, strusciava i piedi dirigendosi verso l’uscita.

- Noel allora, ti vuoi muovere??? -

La ragazza sbuffò più volte aggiungendo un annoiato – Sì, sì, sto arrivando. – e raggiunse finalmente l’altra, ma, superata un’edicola alla loro destra, tornò indietro perdendosi tra i sospiri sognanti.

Un paio di riviste messe in bella vista, mostravano il viso ancora infantile di un attore nascente di Hollywood che aveva raggiunto la notorietà proprio con il film di cui le due riviste parlavano: The Lord of the Rings.

Gli occhi nocciola e intensi sembravano voler uscire dalla copertina e la bocca era increspata in un sorriso seducente che aveva incantato Noel lasciandola senza fiato e con gli occhi languidi e pieni di appassionato amore e ammirazione.

- Noel, insomma!!! – di nuovo la voce di Kairi depressa e stanca di continuare a ripetersi si fece largo tra i pensieri appannati di Noel.

Alzò lo sguardo per annuire e seguirla di nuovo ma, prima che potesse mettere a fuoco la sua immagine infondo al corridoio che portava alle scale, il cellulare si mise a squillare insistente.

Guardò distrattamente il display leggendovi il nome “Kibia” e rispondendo con tono squillante – Pronto! –

Dall’altra parte una ragazza era rimasta in silenzio per un attimo, perplessa per il tono di voce calmo e allegro dell’amica in ritardo.

- Come sarebbe a dire pronto? Noi vi stiamo aspettando da mezz’ora qui a Porta Venezia! Persino Toy è puntuale per una volta nella sua vita!!! – (Ok, solo per oggi userò il mio vero nome + x abitudine che per altro ma dalla prossima volta lo changio>_<! Nd Toy)

- Ehy, io sono sempre puntuale!!! –

Un’altra voce si era aggiunta a quella precedente e rimbeccava Kibia che le rise in faccia e tornò subito a parlare con Noel.

- Allora dove siete? -

- Siamo ancora in stazione, il treno ha fatto ritardo. Ma ora arriviamo, voi aspettateci! –

- Sì, certo... sbrigatevi però! –

Ci fu una pausa poi Kibia riprese – E tu Noel... non fermarti a guardare ogni faccia di Orlando Bloom! – esclamò strascicando le due “o” presenti nel cognome dell’attore.

Noel urlò qualche insulto ridendo ma dall’altra parte non c’era più nessuno a rispondere. Avevano riagganciato.

Fece spallucce e rimise il cellulare nella tasca dello zaino. Subito dopo una nuova serie interminabile di squilli richiamò il suo interesse.

- Pronto? Kibia sei ancora tu??? – rispose questa volta meno squillante, ma con tono più dubbioso.

- Hello? ...Hello...? –

- Hello?! Ma che cazzo dici?!? Ehy, Kibia, ma ci sei??? –

- Who? ...Is it a joke? –

- Joke.. Joker? Ma che stai dicendo, non ti capisco!!! –

Si erano scambiati soltanto qualche battuta al telefono e quello che entrambi avevano capito era molto poco, anzi, nullo, ma presto qualcun altro si inserì mentre la linea iniziò a diventare disturbata.

- Ehy guy! Where are you? It’s not possible that you’re always the last!!! –

- Eh?? Cosa??? Ma insomma chi cazzo parla??? –

- Sorry.. I don’t hear you.... I’ve wrong the train.. I guess... –

- Damn! Where are you? –

- Chi io??? MA CHI CAZZO SIETE?!?!?!? –

Noel guardava il cellulare con gli occhi fiammeggianti e rossi, lo avrebbe rotto di lì a poco se non fosse che la prima voce che aveva sentito mormorò implorante, con il fiato che gli moriva in gola – Viggo... please, come to take me... –

Soltanto dopo una manciata di secondi Noel collegò tutti i possibili pensieri che nacquero da una frase del genere e si accorse che la voce che gli stava parlando dall’altra parte della linea apparteneva ad un maschio. Era una voce maschile e giovane, dal tono basso ma preoccupato.

Una voce che proveniva proprio... dalle sue spalle!!!

Si girò cercando il furfante che le stava facendo quello scherzo di cattivo gusto. Scherzare in quel modo con i sentimenti delle persone, che maledetto bastardo! Come minimo se lo beccava lo avrebbe riempito di calci o con una mossa di karatè lo avrebbe atterrato e fatto finire sotto un treno!

Sì, era questo che si meritava ‘sto stronzo!

Il cappello nero con il simbolo bianco della nike sul davanti copriva il viso che cercava ancora di parlare al tlefono, ma il cellulare, appoggiato all’orecchio e sorretto con una mano, mentre con l’altra stringeva nervoso uno dei bottoni della giacca jeans che indossava, lasciava intendere che poteva essere un possibile sospetto di quello scherzo idiota di cui era stata vittima.

Fu così che Noel, caricatissima e con passo sicuro e svelto, gli arrivò subito davanti puntandogli minacciosa un dito contro intimandogli di guardarla in faccia per ricevere una bella strigliata memorabile! Perchè se uno con quella vicina da cucciolo spaurito pronuncia il nome di Vigo seguito e preceduto da frasi in inglese... doveva per forza trattarsi del *suo* amato Orly! E ovviamente lei era ben conscia che così non poteva essere, perciò quell’essere doveva essere punito per bene!

Come arrivò a queste conclusioni fu un mistero ma, nel momento stesso in cui i suoi occhi si specchairono in un concentrato di splendore e di luminoso e profondo nocciola, ogni suo precedente pensiero venne annientato. Sparito nel candore di quell’immagine eterea che le era apparsa davanti come un sogno. E, semmai così fosse stato davvero... sperò di non svegliarsi mai più e di fermare il tempo in quell’istante: occhi negli occhi con il ragazzo più bello del mondo!

- ... –

Per la prima volta nella storia della sua vita Noel era rimasta senza parole.

- .... -

La sua testa era riempita da un’esagerazione di frasi che scendevano a fiumi tra i suoi pensieri, ma nemmeno una riusciva a prendere la via per la sua bocca e trasformarsi in suono.

- ... -

Si limitava soltanto a fissare quello spettacolo raro che la vista le concedeva: un sogno ad occhi aperti.

Davanti a lei, illuminato dalla luce bianca del sole che gli sbatteva in faccia penetrando dal porticato della stazione, un giovane alto con un fisico magro e asciutto si mordeva il labbro lasciando in sospeso le sue ultime parole al suo cellulare che tornarono a loro dal telefonino che Noel aveva faticato a non far cadere per la sorpresa.

Entrambi non dissero niente per altri lunghi secondi passati il quale il ragazzo affermò stranito indicando il telefonino di lei – What... ? Why...? Was my voice? –

La ragaza annuì con la testa senza nemmeno aver compreso le sue parole.

- Really? -

Ancora il capo si mosse per annuire e per un attimo infinito il cuore si fermò quando il giovane le prese la mano per leggere sul display il proprio numero.

- Oh no.... – commentò con espressione sconsolata.

Ma l’urlo di Noel coprì tutto quello che venne dopo.

- WAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA ORLANDO BLOOM HA PRESO IN MANO IL MIO CELLULARE!!!!!!!!!!!!!! NON ME NE SEPARERO’ MAI PIU’ PER IL RESTO DELLA MIA VITA E NON LO FARO’ PIU’ TOCCARE A NESSUNO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! -

E subito dopo cadde il silenzio.

Il govane che aveva chiamato Orlando Bloom aveva prontamente fatto un salto indietro spaventato e assordato da quella frase improvvisa urlata con tutta l’anima.

La gente intorno li osservava con sguardi ammonitori mormorando di volta in volta qualcosa sulla loro sanità mentale e Kairi.. Kairi divenne ben presto soltanto un puntino nero sempre più piccolo, sempre più piccolo, finchè la fuga sfrenata in cui il giovane aveva coinvolto Noel non ebbe fine.

Allora entrambi tornarono a guardarsi e Noel non respirava più per l’emozione.

- Ok... Ok... please... don’t scream in that way... Ehy… Ehy girl, do you understand me?? Ehy?? Oh, no! Please breathe! BREATHE!!! -

Questa volta era stato lui ad urlare l’ultima parola.

Aveva notato il fiato corto dell’altra e il suo respiro che non accennava a calmarsi ma anzi, ogni volta le boccate d’aria si facevano sempre più ravvicinate.

Eppure Noel non capiva. Lo guardava stralunata come se fosse un allieno e allo stesso tempo la cosa più bella che potesse mai capitargli.

Allora, sospirando profondamente, le mise le mani sulle spalle cercando di catalizzare l’attenzione unicamente sul suo viso. Non che fosse difficile visto che la ragazza non guardava altro!

- Listen... -

Con un cenno del capo le fece segno di ascoltarlo e di fare come lui: ispirò una lunga boccata d’aria e la espirò lentamente.

- C’mon, repeat... -

Anche Noel fece lo stesso, intuendo con molta fatica quello che le veniva richiesto e presto il respiro si fece regolare mentre sentiva il fiato leggero di lui soffiagli sulla faccia e tutto quello che c’era lì intorno scomparire per lasciarla nella beatitudine di quel momento solenne.

Adesso erano solo loro, Noel e il *suo* Orlando.... Sììììì, che visione paradisiaca.

Lui che continuava a darle il ritmo giusto per respirare e non farla soffocare per l’emozione, salvandole la vita. Lui che le stava davvero davanti parlandole persino e dicendole cosè per lo più incomprensibili con quella sua voce angelica. Lui che liberava le sue spalle dalla stretta e che si allontanava per guardarsi in giro.

No.

No.

Perchè si allontanava? Questo no. Non poteva allontanarsi! Non era bene.

Gli trotterellò intorno cercando una qualsiasi frase in un inglese che suonasse decente ma, anche spolverando quei pochissimi ricordi che aveva sulla lingua imparata alle superiori, l’impresa risultò più ardua del previsto.

- Ehm... – iniziò lei aprendo la bocca e fermandosi subito dopo senza sapere come continuare.

- Ehm... – ripetè shockata dalla sua ignoranza che si stava dimostrando fatale in quel momento così critico.

Orlando abbassò il capo verso di lei piegandolo di lato, incuriosito e persino divertito dall’espressione buffa che la ragazza aveva assunto e, con un movimento della mano, le chiese la parola.

- Where’s the Central station? – domandò piano scandendo per bene le parole.

Noel sorrise poco sicura di essere in grado di spiegare a tanto ben di Dio dove fosse un luogo che non aveva visto mai neanche lei e per di più in una lingua che odiava.

- E mò come gli spiego come ci arriva in stazione? – borbottò tra sè.

- Yes, station! Sta-stazio-ne... –

- Eh? –

Lo guardò mentre in difficoltà cercava di ripetere nuovamente quell’unica parola in italiano marcandola con un inconfondibile accento inglese.

Un dito posò sulle labbra sottili e, con fare pensieroso, chiese sempre scandendo le parole – Tu... well... tu... ehm.. tu pa-par-li.. ehm.. I-ita... – rimase con la frase a mezz’aria cercando un aiuto in Noel che completò per lui – Italiano? – e schioccando le dita Orlando confermava.

- Sì, è l’unica lingua che parlo! -

Ma era andata troppo veloce per il giovane e due occhi sperduti la guardavano.

- Ho detto che sì, parlo italiano. – ripetè quindi molto più lenta.

- Ah, I’ve understood! – rise rassicurato – let’s good! Allora... ehm... dove stare... stazione Central? –

Non ebbe risposta.

Temette ancora di non essere riuscito a farsi capire ma il viso di Noel indicava una cosa soltanto. Era partita! E di brutto!

Ma chi non lo avesse fatto dopo aver visto il volto perfetto di quell’angelo caduto in terra abbellito dalla sua risata cristallina? (Uhm.. E’ difficile come domanda... ma se volete posso darvi un nome a caso.. IO*-*! Nd Toy)

E lei era lì a godersi tutto quello.

Non poteva essere vero.

Sospirò cercando di tornare alla realtà. L’attore aveva iniziato a muovere preoccupato una mano davanti alla sua faccia cercando di capire se non fosse svenuta in piedi.

- Ah, ah, ah! Ok, ti ci accompagno io in stazione centrale! -

Forse sarebbe stato meglio se invece fosse svenuta davvero...

 

Stavano camminando da poco più di mezz’ora quando Noel si rese conto che forse non sarebbe riuscita nel suo intento.

No, forse aiutare il suo unico e vero amore nonchè attore preferito a raggiungere la stazione centrale e passare così con lui più tempo possibile non era stata una delle sue idee più brillanti. Ma quante altre volte sarebbe potuta capitare un’occasione del genere?!?

Non importava se aveva abbandonato sua sorella da qualche parte a Milano senza avvertirla!

Non importava se le sue due amiche e compagne di università l’attendevano dalla parte opposta della città!

Non importava che lei a Milano manco ci abitava... Bè.. forse questo un pò importava.. ma era comunque una cosa sorvolabile!

Suvvia era con Orlando Bloom che altro poteva desiderare?!?

- Se magari avessi una cartina... -

Questa fu la risposta ai suoi pensieri seguiti subito dopo dal ricordo di non saper comunque leggerla una cartina che perciò sarebbe risultata inutile.

- Ahaaa, fa niente! Chiediamo a quei tipi là! -

Uscendo dai propri pensieri Noel indicò due uomini con delle face poco rassicuranti che fumavano tranquilli accanto ad un palo della luce guardando in cagnesco tutti quelli che gli rivolgevano sguardi. Anche la ragazza subì il loro ghigno. Incurante però si avvicinò loro e, con assoluta sicurezza, chiese – Scusate dove si trova la stazione centrale? –

I due la fissarono bene, da capo a piedi.

Il loro ghigno divenne pù visibile e, buttato il fumo della sigaretta, in faccia alla malcapitata, risero divertiti.

Che tipi stupidi! Non sapevano a cosa andavano contro!

Orlando, osservando poco distante da Noel la situazione, era già pronto ad intervenire per far pagare caro il gesto ma, senza dargli tempo, la giovane aveva rifilato un calcio dritto nelle parti basse di uno dei due.

- Imbecille che non sei altro non si fuma in faccia alla gente!!! – aggiunse gracchiando soddisfatta.

- Ah, ah, ah, great! –

Anche l’attore era stato soddisfatto del gesto e come se niente fossero proseguirono il loro cammino raggiungendo questa volta due donne che consigliarono loro di salire sull’autobus fermo a qualche metro più avanti e scendere al capolinea.

Sembrava che finalmente fossero riusciti a trovare il modo di andare in quella benedetta stazione.

Bene almeno avrebbe potuto vantarsi di aver aiutato il grande Orlando Bloom a raggiungere... raggiungere? Ma ora che ci rifletteva su, perchè caspita un attore inglese avrebbe dovuto trovarsi lì in Italia e soprattutto proprio a Milano??? Magari era un segno del destino!

- Sei sure che this bus porti noi a Stazione Central? -

Lo sguardo era puntato sulle scarpe da tennis che indossava e la visiera del berretto copriva del tutto il volto dai tratti ancora fanciulleschi del giovane.

- Ma certo! -

Alzò il capo in tempo per vedere il sorriso a trentadue denti della ragazza che tentava di rassicurarlo.

Drin!

Drin!

Drin!

Nelle tasche dei jeans di Orlando il cellulare squillava e vibrava aspettando che qualcuno rispondesse alla chiamata.

- Hello? -

Driiin!

Driin!

Anche il cellulare di Noel si era messo a squillare quasi in contemporanea e, quando rispose fu travolta dalle voci furiose di tre persone che insieme sbraitavano insulti a non finire.

- E state un pò calme che non sento niente!!! - affermò lei come se non meritasse quel trattamento crudele.

- COME SAREBBE A DIRE STARE CALME??? MA SEI DEFICIENTE?!?!? LO SAI NOI DA QUANTO TI ASPETTIAMO?? E TUA SORELLA POI?? DICE CHE L’HAI MOLLATA A GARIBALDI DA SOLA E SEI SPARITA!!! SI PUO’ SAPERE DOVE CAZZO SEI?!?!?!? –

Non erano le uniche ad urlare, anche Orlando stava affrontando la propria sfuriata, con la differenza che lui aveva dall’altra parte della cornetta un uomo solo, un uomo la cui ira valeva per tre, ma pur sempre uno.

- Shit!! Orlando, you’re impossible!!!! Go to the station, NOW! ‘N wait for me, right???? -

I due giovani si ritrovarono a sospirare all’unisono e, in contemporanea, si appoggiarono al finestrino guardando tristemente fuori, sconsolati per le urla del tutto plausibili dei rispetti amici.

Appoggiarono la fronte al vetro che si appannò leggermente con il loro respiro formando una leggera patina bianchiccia all’altezza delle loro bocche e...

Tre paia di occhi si sbarrarono mentre l’autobus attraversava la strada con velocità sempre maggiore e tre ragazze spostavano il viso da una parte all’altra seguendo la scia del veicolo, lasiciando cadere a terra il cellulare che una di loro teneva tra le mani.

Sul marciapiede, al di là del vetro, tre indici furono puntati verso due dei passeggieri e tre voci strozzate sbiliarono incredule – No-Noel... e quello era.. era... Orlando Bloom... –

Ma subito dopo le perse di vista e l’autobus si diresse incurante verso la sua meta prestabilita.

- Quelle mi ammazzano quando torno da loro... – fu l’unico commento che Noel si concesse prima di riconcedere la più completa attenzione al suo idolo che aeva appena finito di parlare al telefono.

- We’re arrived! –

- Eh, cosa? –

Orlando sorrise raggiante indicando fuori dalle porte un edificio bianco.

- There. The station. Noi arrivati! – ripetè allegrò con il suo solito accento inglese che risaltava molto in quell’italiano poco corretto che fortunatamente aveva imparato più per gioco che per vero interesse. (Ma che sto a dì=_=?? Bho, in realtà ho profondi dubbi che questo sappia anche solo una parola nella nostra lingua^^’’... Nd Toy)

Scesero dall’autobus dirigendosi verso la struttura che aveva avvistato l’attore.

In alto, sulla facciata anteriore le lancette nere del grande orologio segnavano le 17:30 e la voce alta e monotona proveniente dall’altoparlante nella stazione annunciava l’arrivo di qualche treno.

- E ora che siamo qui? -

Il giovane attore si guardava attorno come se stesse cercando qualcuno, senza aver sentito la domanda della sua accompagnatrice.

Entrati e saliti su per la scala mobile controllava con la massima precisione ogni faccia che gli passava vicino in attesa di trovarne una familiare.

- Orlando? -

Era la prima volta che Noel lo aveva chiamato per nome.

- Orlando?? -

Aveva un bel suono, e presto si riscoprì a pronunciarlo più volte anche se ormai il ragazzo le aveva già concesso la sua attenzione e la guardava curioso.

- Yes? -

- Ah! Ehm.. Oh, sì! Volevo chiederti.. perchè dovevi venire qui? –

Lo sguardo si fece ancora più curioso, come quello di un bambino desideroso di comprendere il difficile linguaggio di un genitore che aspettava parole più semplici.

- What? -

- Uffaaaaaa!!! – biascicò Noel ravanando ancora tra i ricordi del suo inglese – …Ehm..You... you... are... here.. Why? - continuò poi troppo impegnata per formulare una frase comprensibile ai più per accorgersi che l’altro aveva trovato ciò che cercava.

- ‘Cause here there’s him! – annunciò correndo incontro ad una figura comparsa alle loro spalle che camminava a passi pesanti con le mani sui fianchi e un’espressione acciglata sul viso adulto.

Le braccia del più giovane furono presto allacciate intorno al suo collo e con tutto il fiato che aveva in gola lasciò che dalla sua bocca uscisserò solo parole di scuse profonde dimenticandosi persino di respirare.

L’uomo era stato sorpreso dal gesto dell’altro e aveva immobilizzato il suo corpo lasciandosi abbracciare senza parlare. Guardava il giovane attore e lentamente addolciva lo sguardo lasciandosi intenerire dal visino dispiaciuto del dolce essere che gli stava innanzi.

- Ok, don’t worry... – gli mormorò ad un orecchio senza curarsi delle occhiate inquisitrici della gente – I forgive you... – e un bacio riposò sulla guancia morbida e liscia di Orlando.

L’attore si staccò dall’uomo mugugnando poco sicuro – Sure? – e di tutta risposta ricevette un altro bacio questa volta sulle proprie labbra che si persero in quel contatto che piano piano si faceva più intenso. Una volta terminato, loro malgrado, per respirare, il sorriso era tornato a illuminarne il volto e saltellando allegro intorno a lui esclamava felice – Thank you Viggo! You’re the best! –

- Can we go now, Orlando? – domandò premendo gentilmente la mano sul capo dell’altro per fermare la sua dimostrazione di gioia.

Preso in mano il borsone che il ragazzo aveva portato con sè per utto il giorno, cercarono di spostarsi per uscire e raggiungere l’albergo che li avrebbe ospitati durante i due giorni della prima de Il signore deglia Anelli che si sarebbe tenuta a Milano e inseguito a Roma.

- Orlando...? -

- Uhm? –

- ...Who’s she? –

Una statua di sale si era imbambolata davanti a loro con gli occhi sbarrati dallo shock quando i due si erano scambiati un bacio.

- Oh... ehm... Is it all right? -

Orlando le si era messo davanti sorridendo ingenuamente e cercando di riportarla ad un normale stato post-shock.. sperando che non avesse ricominciato ad urlare.

- Ehm... scusa... stai well? -

Viggo intanto guardava entrambi scuotendo la testa, accorgendosi che la folla intorno a loro era aumentata. Occhi indiscreti continuavano a fissarsi su di loro e i mormorii si facevano sempre più alti e numerosi.

- Orlando, c’mon we must go. -

Il giovane attore gli fece cenno di aspettare ancora un pò. Noel si stava finalmente svegliando dallo stato di trance in cui era finita.

- Era... era un fotomontaggio.. vero? – si domandò riferendosi alla scena a cui aveva appena assistito e che l’aveva lasciata un pò perplessa. Lei, l’osannatrice dello yaoi e dello slash, che preferiva vedere il *suo* Orlando Bloom insieme a Viggo Mortensen inceve che a una gallina qualsiasi... Adesso poteva effettivamente dire di averlo visto davvero... Ma dal vivo era decisamente un’altra cosa. (Questo è tutto vero.. Dovevate vedere la faccia di Noel davanti alla foto o fotomontaggio in cui quei due si baciano XD!! Pfff, c’era da crepar dal ridere^^!! Nd Toy)

Abozzò un sorriso molto tirato prima di riuscire a riprendersi del tutto.

- Vabbè! Meglio Viggo che la cretina della sua fidanzata! - e si riebbe completamente ritrovando la sua spavalderia arrogante e ritrovandosi ancora davanti Orlando che rideva senza aver capito la sua frase.

- Well... – iniziò lui prima di girarsi e andare via, tornado così nel mondo che gli apparteneva lontano dai comuni mortali – I go to my hotel. It’s been funny. –

E il mondo smise di ruotare.

E ancora una volta Noel rischiò di morire d’infarto.

E Orlando Bloom se ne andò tranquillamente lasicandola lì in mezzo alla folla parlottante, con la mente vuota e i neuroni concentrati solo sul viso perfetto dell’attore che lentamente si abbassava su di lei, sulle labbra morbide che si appoggiavano delicatamente sulla sua fronte, sul suo profumo che le innondava il viso, sulla voce candida che mormorava un semplice - ...thank you... – sulla sua voce strozzata che urlava a squarciagola.

- AHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA NON MI LAVERO’ PIU’ LA FRONTE PER TUTTA LA MIA VITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! –

Furono molti quelli che la considerarono una pazza, ma soltanto uno di loro rise sottovoce, coprendosi la bocca con una mano mentre, uscito dalla stazione si recava tenendo un pesante borsone aiutato da un uomo, e abbassava il berretto nero sul viso per nasconderlo al sole non ancora tramontato.

- What’s wrong Orlando? -

- Eh, eh, nothing, go on. –

Risuonò a lungo l’urlo di Noel nella stazione e quando si spense la ragazza aveva già afferrato il suo cellulare.

- Bene, ora devo raccontare assolutamente quello che mi è successo a Rem!!! -

Gli occhi le brillavano, le mani velocemente si impossessavano della tastiera battendo le lettere per comporre frasi eccitate e assurde che chiunque avrebbe faticato ad accettare come vere.

Poi un’ombra nera coprì il uogo che aveva raggiunto e in cui aveva eroicamente portato un attore perso nella grande città di Milano.

Silenzio tutt’intorno.

Soltanto una flebile cantilena intorno a lei che sembrava voler pronunciare il suo nome più e più volte, senza stancarsi, senza interrompersi.

- Noel.. Noel.. Noel... -

Sempre più forte finchè....

...

- NOEL BRUTTA CRETINA MA TI SEI ADDORMENTATA IN PIEDI?!?!?!?!?!?!?!??!?!?!?!?!!?!? -

Il volto iroso di Kairi le si parò davanti mentre riapriva gli occhi con in mano una rivista e, sulla copertina, la foto di un famoso attore. “Orlando Bloom in Italia!” Questo era il sottotolo in grassetto che affiancava l’immagine del giovane.

Pausa riflessiva.

Una voce acuta e annoiata ripeteva l’arrivo di qualche treno ad un altoparlante appeso ad una delle colonne dei binari lì accanto.

L’edicolante difronte a lei aspettava con aria minacciosa che la rivista tra le sue mani venisse pagata ora che l’aveva sporcata con la sua bava.

Kairi la minacciava con lo sguardo indicando insistente l’orologio al polso che segnava le 15:10.

E il cellulare aveva ripreso a squillare.

Immaginazione, pura, semplice e fervida immaginazione, ecco cosa era stato!

Proferì un pesante “Uffaaaa” che si protese anche dopo aver risposto al cellulare e, dall’altra parte della cornetta una voce familiare parlò ancora prima che la ragazza chiedesse chi fosse.

- Hello..? Sorry Viggo... I’m in wrong station… -

E la line divenne presto disturbata…

THE END

 

Toy: Yeha, fic finite in soli un giorno e mezzo*___*!! Questo è un record gente, un vero RE-CORD!

Tutti: No, è solo che questa fic fa più schifo delle precedenti e ti ci è voluto poco per buttarla giù-__-!!!

Toy: Come sarebbe a dire>__<???

Orlando: Perchè io devo fare lo stupido che si perde, scusate-__-?

Tutti: Ma come, allora quello lo parla l’italiano O__o?????

Noel: Il MIO Orlando parlava in italiano così bene e tu mi hai fatto fare tutta quella fatica per cercare di capire il mio povero angelo che si era perso>___<???? *Noel alza i pugni contro Toy*

Toy: Ma no, è che adesso sai... dopo l’incontro con te deve di sicuro aver compreso i sereti intrinseci dell’italiano, ma certo^^””...

Orlando: Veramente io avrei potuto parlare benissimo l’italiano fin dall’inizio... ma QUALCUNO *indica Toy* non ha voluto così non solo ho fatto la figura del solto stupido ma anche dell’ignorante!

Toy: Perché è una novità-__-?
Fan di Orlando: Il NOSTRO Orlando non è stupido>___<!!! *Ma nessuna di loro è sicura che conosca l’italiano.. ma figurati-__-!

Viggo: Ma dovete fare tutto questo chiasso ancora per molto? Mi state facendo venire mal di testa!

Toy: Noooo*___*!! Anzi, se vuoi possiamo andare di là così te lo faccio passare io il malditesta*-*!!!

Orlando: Ehy tu tieni lontane le tue mani da Viggo>__<!!!

Noel: Se tu prendi quel matsa, Toy, allora io mi pijo il mio amato Orly*__*!

Kibia: Ecco brava libera questo mondo dalla sua presenza-__-!

Kairi: No per carità che poi lo porta a casa nostra e oltre ai poster mi toccherà sorbirmi anche la sua presenza in carne e ossa T__T!!!

Noel: Zitta tu sorella ingrata>__<!! Orlando ora è mio e non me lo tocca nessuno*¬*!!!

Toy: ...Non oso immaginare come andrà a finire questa storia^^””.. Insomma mettiamo una fine>_<!

*Owari*