Dall’autrice: salve a tutti! Era da tempo che avevo un progetto del genere, scrivere su Orlando Bloom, uno dei miei attori preferiti, e quale occasione migliore se non l’uscita nei cinema del suo ultimo film, Troy? (che tra l’altro andrò a vedere questo sabato! Felicità massima! ^__^ ) Ovviamente io non lo conosco e la storia è puramente inventata (chi lo sa?^O^), quindi non vorrei che nessuno si sentisse ferito o infastidito da quello che scrivo…Beh, ora vi lascio a questo primo capitolo, che insieme al prossimo sarà un po’ un’introduzione alla storia vera e propria. Spero continuerete a seguirmi! T^T Ah, fate finta che Troy sia uscito sotto Natale, ok? Thx!! ^__-

 

Misato

 

 

Capitolo 1: Her

 

<…e del condottiero chiamato per vendicarlo…

Se vale la pena di combattere per amore

Non ci fu mai battaglia più giusta…>

 

-Wahn…

Ennesimo sbadiglio della giornata!! E’ che negli ultimi giorni ho visto talmente tante volte questo trailer che ormai lo conosco a memoria!! Troy, il film in uscita questo weekend, lo andrò a vedere di sicuro, ma il trailer come ho già detto, ormai lo so a memoria! Mi alzo a fatica dal sofà dove ero comodamente stravaccata, devo distrarmi!! Mi affaccio alla finestra, e cosa vedo? Tsk, la solita pioggia londinese di metà dicembre! O meglio, non è solo quella di metà dicembre, ma anche quella di gennaio, febbraio, marzo e via dicendo…

-Ma no!! Piove ancora??

E’ la mia amica-coinquilina Jen che armeggia in cucina, la raggiungo perché da lì proviene un profumino…

-Già, tanto per cambiare!

-Uffa, tra un po’ devo andare a lavoro…

Jen lavora in un una boutique del centro, e non avrebbe potuto fare altrimenti visto la passione smisurata che ha per tutto ciò che è bello…E’ una roba che si porta appresso sin da quando era piccola, da quando la conosco! E’ due anni più grande di me, ma è la mia migliore amica da sempre, mia vicina di casa a Canterbury.

-Com’è così tardi oggi?

-Perché mi andava!^^

Ah! E beata lei che ha gli orari così liberi! Mi siedo su uno sgabello e sporgo la testa al di là del tavolo/mensola dove la mia amica sta preparando qualcosa di buonissimo…la cioccolata calda!

-Uhm…chocolate…

-Visto come sono gentile?? L’ho preparata anche per te, mentre tu eri occupata a poltrire davanti al televisore!

-Già grazie, un vero attentato alla dieta!

-Ma cara, io non ho bisogno di mettermi a dieta, sto benissimo così e credo che dovresti rinunciare anche tu…

-Infatti, vivere con te e cercare di controllarsi a tavola sono due cose incompatibili, penso proprio che mi trasferirò…

-Sì, come no! Pigra come sei in cucina, vorrei vedere di cosa vivresti! Pizze surgelate forse?

Faccio una risatina sarcastica. Mi dà fastidio che mi si dia della pigra, anche se effettivamente è vero…-Io non sono pigra, solo che visto che ci sei tu non vedo perché dovrei mettermi ai fornelli…all’occorrenza però sopravvivrei, tranquilla!

Jen mi guarda con uno sguardo eloquentissimo, della serie “ti vorrei proprio vedere all’opera”, poi però la sua attenzione viene catturata dal televisore.

-“The bank”?? Ma che ore sono??

-Le cinque, no?

-Accidenti, e me lo dici adesso?? Sono in straritardo, oggi è la volta buona che mi licenziano!!!

-Li capirei!- Com’era che aveva detto? Perché mi andava?? Madonna, quella ragazza non si regolerà mai, è troppo forte!

-Sì sì, come no, tutta colpa tua!!

E adesso è pure colpa mia? Mi vendico subito:-E la tua cioccolata?^^

-Bevila tu, così tra un po’ diventerai una cicciona che si vergognerà di uscire di casa per quanto è grassa! E io sarò soddisfatta!

Bastarda inside, è il mio punto debole!

-Non è vero!!

In lontananza sento la sua voce prima che sbatta la porta, ha detto che sono sulla buona strada!! Ma maledetta! Con il broncio mi accingo a bere la mia cioccolata, ma appena la assaporo sorrido subito, buoooona!! Io stravedo per il cioccolato in tutte le forme, e questo purtroppo comporta un controllo assiduo su tutto quello che mangio! Ho il terrore di ingrassare, e allo specchio ho un occhio così critico che a volte mi sono chiesta se non dovessi andare da uno psicologo…Diciamo che una mia fissa…ognuno ne ha qualcuna, no?

Facciamo così: ora mi finisco la mia cioccolata, subito dopo esco a farmi una passeggiata anche perché devo comprare qualcosa per la cena (che ovviamente preparerà Jen!^^) Così una ventina di minuti più tardi sono in camera per cambiarmi. Apro l’armadio e indosso il cappotto con sciarpa e cappello annessi, pronta per uscire, però mi fermo a fissarmi nello specchio al suo interno.

Katherine Johnson, 27 anni, nubile, residente a Londra. Capelli castano scuri ed occhi dello stesso colore, un metro e settantacinque di altezza. Artista in carriera, o meglio pittrice che prepara assieme ad alcuni amici la mostra del debutto prevista in primavera. Vivo qui a Londra con Jen da un annetto, in realtà sono di Canterbury.

Sono una ragazza come tante altre, no?

Ma allora perché mi sento così insoddisfatta? Cos’è che manca alla mia vita? Ho tutto quello che una ragazza della mia età desidererebbe: amici, indipendenza, passioni e hobby…Eppure, sento come se mi mancasse qualcosa…una sorta di senso di solitudine in me stessa, perché in realtà non sono sola. Sposto lo sguardo sul poster appeso sull’altra anta; so benissimo cosa mi manca, ma dopo tutto questo tempo ancora non riesco a ficcarmi in testa che sono solo una stupida sentimentale ancora con la testa di una ragazzina…Accorgendomi di essermi fermata per l’ennesima volta a rimuginare troppo sullo stesso punto con un movimento veloce chiudo l’armadio ed esco dalla mia stanza.

 

Per strada c’è poca gente, con questo tempaccio solo a me può venire in mente di uscire, a piedi per giunta!! Entro nel supermercato dove vado di solito e mi dirigo a passo spedito nel reparto alimenti. Andando verso la cassa però mi fermo qui e lì ricordandomi di dover acquistare altre cose e finisco per uscire con una busta stracolma, alla faccia della cena! Mentre esco con una mano tengo l’ombrello e lo scontrino che sto controllando, nell’altra la busta e la borsa, non chiedetemi come ci sto riuscendo! Infatti mentre mi accorgo che quel gran bastardo del cassiere mi ha fregato dei centesimi vado a sbattere contro qualcuno.

-Oddio mi scusi!

-Niente, non…Johnson?

Mi conosce? Bella ragazza, bionda, con occhi azzurri…Non è che per caso è…-Bahn??

-Sì, da quanto tempo!

E menomale! Ma chi la vuole rincontrare questa qui? Ho tanto gioito quando ho finito la scuola, non avrei più visto la sua faccia strafottente, almeno credevo! La solita fortuna! La odiavo proprio, e la cosa era reciproca! Però continuo la farsa visto che l’ha iniziata lei:-Già, come va?

-Bene, e tu? Ancora a scarabocchiare fogli?

Bene, la simpatia le è rimasta!

-Già, diciamo che è il mio lavoro ora! Sto preparando una mostra. E tu? Ce l’ hai poi fatta ad entrare nel mondo dello spettacolo? – Il mio tono lascia intendere la presa in giro, ad acidata rispondo con acidata, questa è la mia regola! Lei continua a sorridere come se niente fosse.

-Beh…ho fatto qualche lavoretto…in realtà ora lavoro come inviata del Times, non ti è mai capitato di leggere qualche mio articolo?

Ed inizia a farmi una quantità infinita di nomi di articoli, qualcuno l’ ho anche letto…bella questa!

-Beh, complimenti!

-Grazie! Senti, ora devo proprio scappare, se mi lasci il tuo numero poi ci sentiamo, così parliamo un po’, e poi vorrei organizzare qualcosa anche con gli altri compagni durante le vacanze, che dici? E’ da tanto che non li vedo…tu?

-Anch’io. Dai, sarebbe carino rivederci tutti!

E così dopo averle lasciato il mio numero (ero tentata di lasciarle un numero sbagliato!) ci siamo separate. Benissimo, questo incontro non poteva che concludere al meglio la giornata!

Rientrata a casa bagnata fradicia mollo la busta in cucina, Jen non è ancora tornata, e visto che non voglio rischiare di ammalarmi mi spoglio immediatamente e mi faccio un bel bagno caldo. In bagno cerco di godermi il dolce tepore dell’acqua, ma il malumore me lo rende impossibile.

Ma porca paletta, perché?? Mi viene quasi da piangere…uno ha tante speranze, viene imbottito di belle frasi, e alla fine? La vince sempre chi non vorresti mai! Angelina Bahn, al liceo era la solita fighetta, la più desiderata, quella che faceva girare la testa ai ragazzi e stava un po’ con tutti, quella che tra le ragazze era la più invidiata, e chi non la invidiava la odiava (ma alla fine si trattava sempre di invidia), quella che le altre apostrofavano duramente “una che se la fa con tutti, fategliela godere adesso, che tra qualche anno finisce a battere una strada!” E invece guarda un po’…scrive sul Times!!

Vado sott’acqua e soffiando faccio delle bolle che sanno tanto di rabbia…Lei ha vinto su tutta la linea, ancora una volta…

-Kat, che ci fai qui??

Riemergo e vedo Jen:-Ah, sei tornata!

-Già, che è successo?

Uhm…Si è già accorta che c’è qualcosa che non va…

-Niente, perché?

-Beh, quando usi il bagnoschiuma allo zucchero filato è per rilassarti e distrarti, di solito è la conseguenza di un’incazzatura abbastanza forte…

Beccata in pieno, mi conosce troppo bene…

-Guarda, lasciamo perdere!

-Ho capito. Su, finisci qui mentre io preparo qualcosa da mettere sotto i denti, mi racconterai tutto, chiaro?

Accenno un sorriso, è un tono che non ammette repliche.

 

Più tardi, mentre stiamo mangiando il secondo (un bel piatto di verdure, che schifo!! Sta qui dice di non seguire nessuna dieta, e poi guarda cosa ti fa mangiare…), io le ho già raccontato dell’incontro con Angelina Bahn. Dopo è stata un po’ in silenzio, ancora non mi ha parlato.

-…Ma allora dov’è il problema? Non vai alla cena e chi s’è visto s’è visto, non credi?

Stavolta sono io a non risponderle, so benissimo, e lo sa anche lei che non è quello il vero problema…

-E poi…- sorride con dolcezza - che lei adesso sia un’importante giornalista non ti preclude la possibilità di diventare una grande artista, no?

Alzo lo sguardo e la fisso intensamente, sento gli occhi che mi bruciano però…che brutto…

Jen ride e facendo il giro del tavolo mi raggiunge e mi abbraccia da dietro, mentre io non riesco più a trattenere le lacrime…

-Sciocchina…non capisci proprio niente, lo sai?

Uffa…

Poi Jen mi parla in un orecchio, quasi a sussurrarmi un segreto

-E di Orlando? Ti ha detto qualcosa?

Sbarro gli occhi, ma questa qui chi è, una sensitiva?? Scuoto la testa in senso di diniego

-E non sei contenta?

-Forse non si sono più visti…ma del resto, non l’ ho più visto neppure io, come potrebbe essere possibile? E’ un attore di fama mondiale ormai…

-Sì, questo è vero, però…se lui avesse voluto continuare a vederla, non sarebbe stato di certo un problema, no? Tanti attori famosissimi sono fidanzati con delle sconosciute…

-Se avesse voluto avrebbe potuto continuare a vedere anche me, non credi?

Jen non risponde. Ecco, a questo punto non c’è niente da dire, vero?

-Scusa, io vado a dormire, domani devo andare in accademia presto. Buonanotte.

-Buonanotte.

 

E’ passata qualche ora, io sono ancora sveglia nel mio letto. L’agitazione e la tristezza non mi lasciano tregua. Così scosto le coperte e apro il cassetto della mia scrivania. Dentro un raccoglitore c’è una foto, la mia preferita. E’ di una gita della scuola secondaria, mi pare avessi sedici anni. Ci sono tutti i miei amici dell’epoca, anche Orlando prima che se ne andasse per venire a Londra e tentare la strada per diventare attore. Forse è stata l’ultima che ha fatto con noi; siamo a Stonehenge. Senza nemmeno accorgermene sorrido, chi l’avrebbe mai detto? Io stessa, quando tornavamo a casa e lui mi parlava del suo sogno non facevo che prenderlo in giro…E lui mi continuava a dire che una decina d’anni dopo mi sarei ricordata di lui e mi sarei pentita di non avergli creduto prima, perché sarebbe diventato un attore conosciuto in tutto il mondo…

Dopo aver rivisto la foto mi tranquillizzo un po’, anche se ora non lo vedo né sento più, sono stata una sua compagna di classe e amica credo, non dovrei ritenermi fortunata? Quante ragazzine vorrebbero essere al mio posto? Prima di far scambio vorrei avvertirle di una cosa però: siete disposte a conoscerlo e ad innamorarvi di lui, anche se dopo non lo rivedrete mai più perché diventerà un attore famosissimo? E ovviamente, continuare ad amarlo nonostante tutto, come una stupida, aggrappata a dei ricordi.